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PIANO DI CLASSIFICA PER IL RIPARTO DEGLI ONERI DI BONIFICA
I Consorzi di bonifica, per l'adempimento dei loro fini istituzionali,
hanno il potere di imporre contributi ai consorziati proprietari di
immobili agricoli ed axtragricoli.
L'attribuzione ai Consorzi di tale potere impositivo costituisce un
principio dettato dalla legislazione statale (art. 10 del R.D. n. 215
del 13/02/1933), al cui rispetto le Regioni sono vincolate dall'art.
117 della Carta costituzionale.
Le vigenti leggi regionali per la disciplina della bonifica confermano
la sussistenza in capo ai Consorzi del predetto potere impositivo, che
ha per oggetto tutti quegli immobili agricoli ed extragricoli che traggono
beneficio dalla attività di bonifica eseguita dal Consorzio.
Al fine di ripartire gli oneri di bonifica e di irrigazione la Regione
del Veneto ha emanato varie leggi, in particolare la L.R. n. 25 del
19/08/1996 ed, in attuazione, la Delibera di Giunta Regionale n. 575
del 03/03/1998.
Tale delibera contiene i criteri generali e le metodologie per la redazione
dei Piani di Classifica per il riparto della contribuenza degli oneri
di bonifica e di irrigazione. Essa costituisce il riferimento fondamentale
per la redazione dei Piani di Classifica nella Regione del Veneto ed
in particolare del Piano di Classifica attualmente in vigore per il
Consorzio ed approvato dalla Giunta della Regione del Veneto con Delibera
n. 1799 del 05/07/2002.
In base alle succitate ripartizioni, il Piano di Classifica del Consorzio
identifica, all'interno del comprensorio di competenza, il perimetro
di contribuenza che delimita l'area entro la quale ricadono gli immobili
agricoli ed extragricoli che traggono beneficio dall'attività
di bonifica del Consorzio e che sono quindi soggetti al contributo di
bonifica.
Tale perimetro di contribuenza è stato approvato dal Consiglio
dalla Regione del Veneto con provvedimento n. 28 del 26/07/2000.
Bacini idraulici
Il comprensorio di bonifica del
Consorzio Medio Astico Bacchiglione è suddiviso in cinque bacini
idraulici limitrofi, caratterizzati da una rete di drenaggio autonoma
sversante in altrettanti corsi d'acqua di recapito di competenza extraconsortile
costituiti da: Torrente Giara-Orolo, Torrente Timonchio, Fiume Astico-Tesina,
Torrente Igna e Fiume Bacchiglione.
Bacino Giara Orolo: Il bacino Giara - Orolo occupa
la porzione più occidentale del comprensorio, di cui rappresenta
la parte orografica più complessa e rilevante, per la presenza
della fascia montuosa compresa tra le città di Schio e di Vicenza.
All'interno di questo bacino che si estende su una superficie complessiva
pari a 9202 ha, sono individuabili 114 corsi d'acqua di bonifica di
competenza consortile, per una lunghezza totale di 141 km, e 29 sottobacini.
Le acque di drenaggio superficiale ricadenti nel bacino in esame defluiscono
per gravità all'esterno della sua sezione terminale di chiusura,
tramite il Torrente Orolo che confluisce successivamente nel Fiume Bacchiglione.
Con D.G.R. n° 3186 del 1 settembre 1998, attuativa dell'art. 2 della
L. R. 9/83, riguardante la consegna dei corsi d'acqua di competenza
consortile, è stata concordata l'attribuzione delle competenze
idrauliche dei sottobacini collinari Val Bova, Val Barbalaita e Torrente
Refosco, al Servizio Forestale Regionale. Ne consegue che tali sottobacini,
ricadenti nell'ambito idrografico del bacino Giara-Orolo, risultano
esclusi dal perimetro di contribuenza consortile.
La lunghezza densità della rete di 1.53 km/kmq e la superficie
occupata dagli stessi è pari a 435172 mq.
Bacino Timonchio: Il bacino Timonchio è delimitato
lungo l'intero fianco Sud - Ovest dall'asta fluviale dei Torrenti Leogra
e Timonchio, opere idrauliche di terza categoria, che costituiscono
lo spartiacque fra i due bacini. A Nord tale bacino si chiude lungo
i limiti del perimetro consortile, a ridosso delle falde del Monte Summano
e della Valle Acquasaliente, mentre ad Est confina con il bacino Igna.
Il bacino in esame presenta una giacitura quasi completamente pianeggiante.
Dalla porzione di bacino montuosa a Nord-Ovest si staccano alcuni sottobacini
collinari che danno origine ad importanti corsi d'acqua torrentizi quali
la valle Caussa-Boldoro e la Valle Acquasaliente.
Nell'ambito del bacino Timonchio, che si estende su un area di 6305
ha, insistono 38 corsi d'acqua per la maggior parte di bonifica ed alcuni
ad uso promiscuo di pertinenza consortile, per uno sviluppo complessivo
di 100 km nei quali defluiscono per via naturale gli 11 sottobacini
in cui è suddivisa l'idrografia del bacino principale.
La densità della rete di 1.59 km/kmq e la superficie occupata
dagli stessi è pari a 380224 mq.
Bacino Astico - Tesina: Il bacino Astico - Tesina prende
nome dall'asta fluviale formata dal Torrente Astico e dal Fiume Tesina
classificati come opere idrauliche di seconda categoria, di competenza
del Magistrato alle Acque di Vicenza.
La particolarità di questo bacino idrografico consiste soprattutto
nella difformità fisico-idraulica delle aree che lo compongono,
accomunate solamente dai due corsi d'acqua recettori.
Il bacino in esame può essere suddiviso in due differenti zone:
la parte alta situata all'estremo Nord del comprensorio, caratterizzata
dai versanti pedemontani in destra Astico fra i Comuni di Chiuppano,
Calvene e Zugliano e la parte meridionale, fino all'estremo Sud del
comprensorio, in cui ricade il sottobacino della Roggia Caveggiara,
unico corso d'acqua a scolo meccanico alternato.
All'interno di questo bacino, che si estende su una superficie complessiva
pari a 7810 ha, sono individuati 90 canali e corsi d'acqua di bonifica
e ad uso promiscuo di competenza consortile, per una lunghezza totale
di circa 141 km, ivi compresi i 25.4 km del sottobacino Breganze, inclusi
nell'elenco dei corsi d'acqua concessi ed affidati al Consorzio dalla
D.G.R. 3186/98 in attuazione dell'art. 2 della L.R. 9/83.
La densità della rete di 1.80 km/kmq e la superficie occupata
dagli stessi è pari a 379378 mq.
Bacino Igna: Il bacino Igna è ubicato nella
zona centro - settentrionale e non possiede confini naturali salvo che
per due brevi tratti, costituiti rispettivamente dal Torrente Astico
a Nord - Est e dal Torrente Timonchio a Sud.
Questo bacino evidenzia un'area scorporata, situata a Nord-Ovest, configurata
da situazioni idrauliche, che ne determinano il distacco dal bacino
principale.
L' anomalia deriva dalla presenza della Roggia di Thiene e dall'Autostrada
Valdastico, i cui rilevati artificiali si incrociano all'altezza della
zona industriale del Comune di Zanè, determinando in quel punto
la sezione di chiusura del sottobacino. Le acque di gronda che si formano
al suo interno, non disponendo di un'autentica rete di drenaggio, defluiscono
verso la sezione di chiusura dove, collettate dalla Roggia di Thiene
attraverso un tratto del bacino Timonchio, vengono trasferite al bacino
Igna.
Il bacino si estende verso Sud fino a congiungersi con la fascia delle
risorgive del sottostante bacino Bacchiglione.
L'idrografia di questo bacino può essere suddivisa in tre parti:
- la parte collinare a Nord, dai connotati
prettamente naturali e con caratteristiche prevalentemente torrentizie;
- la parte centrale quasi esclusivamente
artificiale costruita dall'uomo durante il tardo medioevale, per la
equa distribuzione delle acque derivate dal Torrente Astico;
- la parte meridionale in cui l'antica
rete irrigua artificiale si integra con i corsi d'acqua naturali generati
dall'affioramento della falda freatica, nella zona della risorgive.
Il bacino Igna si estende su una superficie complessiva di 7412 ha,
in cui ricadono 71 canali e corsi d'acqua di bonifica e ad uso promiscuo
di competenza consortile per una lunghezza totale di circa 128 km ed
11 sottobacini.
La densità della rete di 1.72 km/kmq e la superficie occupata
dagli stessi è pari a 378594 mq.
Bacino Bacchiglione: Il Bacino Bacchiglione si estende sulla
porzione centro-meridionale del comprensorio consortile, compresa fra
la fascia delle risorgive a Nord ed il piede delle colline Beriche a
Sud.
Il Fiume Bacchiglione, oltre ad essere il corso d'acqua più importante
del territorio consortile, domina in modo particolare questa parte del
comprensorio.
In questo ambito idraulico è concentrato un fitto e complesso
reticolo di corsi d'acqua naturali che, confluendo a raggiera nel fiume,
ne caratterizzano l'assetto idrografico.
Lo sviluppo complessivo dei corsi d'acqua di bonifica e secondariamente
ad uso promiscuo di competenza consortile ricadenti nel bacino Bacchiglione
risulta di oltre 157 km, nei quali sgrondano per gravità i 23
sottobacini che costituiscono il bacino principale.
Un'altra delle caratteristiche peculiari del bacino Bacchiglione è
rappresentata dalla zona detta delle risorgive che ne occupa circa il
35 percento della superficie complessiva di 7697 ha. Qui la falda freatica
riaffiora in superficie in corrispondenza dei depositi argillosi impermeabili
più a valle, originando ed alimentando parte dei corsi d'acqua
del bacino.
Nel quadro di una configurazione idrografica ed idrologica articolata
come quella del bacino Bacchiglione si evidenzia una forte presenza
delle strutture urbane, prodotto della grande espansione urbanistica
intorno alla città di Vicenza. Ne consegue il rischio di allagamenti
ed esondazioni, soprattutto nella parte meridionale del bacino, in corrispondenza
delle zone maggiormente abitate.
La densità della rete di 2.06 km/kmq e la superficie occupata
dagli stessi è pari a 473009 mq.
Unità Territoriali - gestionali
Secondo quanto previsto dalla D.G.R.
575/98 e tenuto conto dei bacini idraulici individuati, sono stati individuati
nel Piano di Classifica gli ambiti omogenei dal punto di vista idraulico,
geopedologico e gestionale al fine di consentire una corretta determinazione
dei costi-benefici e della conseguente ripartizione delle spese di diretta
ed indiretta imputazione afferenti all'attività di bonifica.
Tali unità territoriali-gestionali sono state definite prendendo
in considerazione criteri di omogeneità relativi alla tipologia
dei corsi d'acqua di bonifica presenti, alla caratterizzazione dei suoli,
alla realtà territoriale ed amministrativa, alle caratteristiche
degli interventi di manutenzione necessari e della attività di
sorveglianza consortile.
Sulla base di quanto sopra, sono state individuate le seguenti unità
territoriali-gestionali:
| |
Unita' territoriale |
Superficie |
|
1.
|
Giara-Orolo |
9202 ha |
|
2.
|
Igna-Timonchio |
14295 ha |
|
3.
|
Tesina-Bacchiglione |
13289 ha |
L'unità
territoriale 1 Giara-Orolo corrisponde al
relativo bacino e comprende un'area indipendente dal punto di vista
idraulico, con corsi d'acqua fondamentalmente di tipo pedemontano, a
regime torrentizio, pendenza medio-alta e tipologia dei suoli uniforme
(suoli bruni, rankers) a scarsa permeabilità.
L'unità
territoriale 2 Timonchio-Igna comprende i
bacini Timonchio ed Igna che risultano accorpabili per i seguenti motivi:
L'unità territoriale
3 Tesina-Bacchiglione è costituita
dai bacini Astico-Tesina e Bacchiglione che presentano un apprezzabile
grado di omogeneità per le seguenti ragioni:
Identificazione delle Unità
Territoriali

DETERMINAZIONE DEL BENEFICIO DELLA BONIFICA
a) Indici tecnici
I criteri per la redazione del Piano
di Classifica per il riparto degli oneri di bonifica, fissati con Delibera
di Giunta Regionale n° 575 del 3/3/1998, si basano sui caratteri
fisici e geomorfometrici del territorio, oggettivamente individuati
e quantificati.
Tali caratteri consentono di specificare l'impegno dei servizi resi
dal Consorzio in termini di attività di bonifica per garantire
l'ordine idraulico nel comprensorio sia per quanto riguarda lo scolo
e lo smaltimento delle acque, sia per quanto concerne la difesa del
territorio dalle esondazioni.
Gli indici tecnici ritenuti idonei a caratterizzare il rapporto di beneficio
delle diverse aree del comprensorio sono stati individuati ai sensi
della succitata D.R.G. 575/98 nei seguenti:
- indice di soggiacenza;
- indice di comportamento idraulico dei suoli;
- indice idraulico, derivante dal prodotto dei due
indici precedenti;
- indice del grado di efficienza della bonifica;
- indice idraulico finale, derivante dal prodotto
dell'indice idraulico per quello del grado di efficienza della bonifica.
b) Indice economico
Nella consolidata accezione del beneficio,
questo viene sostanzialmente individuato nell'incremento del valore
degli immobili e nel mantenimento di tale incremento grazie alle attività
di bonifica del Consorzio.
Per la valutazione dell'entità del beneficio si è preso
in considerazione il valore di detti immobili (agricoli, urbani, insediamenti
produttivi, servizi a rete, ecc.) individuandone l'entità secondo
le metodologie per la determinazione dell'Imposta Comunale degli Immobili
(I.C.I.), come previsto dalla D.G.R. 575/98.
Si giustifica in tal modo l'utilizzo dell'indice economico che, rendendo
possibile il confronto tra i diversi valori degli immobili, concorre,
assieme agli indici tecnici (soggiacenza dei suoli, comportamento idraulico
dei suoli, grado di efficienza della bonifica), a determinare il beneficio
complessivo attribuibile all'attività di bonifica.
Il suddetto confronto è fatto separatamente all'interno di ciascuna
delle due categorie di immobili, agricoli ed extragricoli.
Dai diversi valori degli immobili, riferiti all'unità di superficie,
individuati per ciascuna delle due categorie, scaturiscono gli indici
economici che individuano il rapporto economico esistente tra immobili
appartenenti alla stessa categoria.
Pertanto:
| a) |
Per gli immobili agricoli (terreni): Viene assunto come indice economico il rapporto
fra la rendita catastale, calcolata come il reddito dominicale rivalutato del 25% e moltiplicato per 75, e la superficie in
ettari dell'immobile agricolo;
|
| b) |
Per gli immobili extragricoli: Per i fabbricati viene assunto come indice
economico il rapporto fra la somma delle rendite catastali rivalutate
del 5% e moltiplicate per 100 delle unità immobiliari
insistenti sulla medesima particella e la superficie in metri
quadrati della particella stessa, tranne che per la categoria
A/10 e per le categorie del gruppo D le cui rendite vengono
moltiplicate per 50 e per la categoria C/1 la cui rendita viene
moltiplicata per 34;
|
| - |
Per gli immobili extragricoli appartenenti
ai gruppi D ed E, nel caso in cui non sia disponibile la rendita
catastale, è attribuita una rendita catastale convenzionale,
come stabilito dalla D.G.R. n° 575/98, utilizzando il valore
medio dell'indice economico attribuito agli immobili extragricoli
appartenenti alle categorie C/1, C/2 e C/3 insistenti sul medesimo
foglio dell'immobile considerato;
|
| - |
Per le strade, viene utilizzato il valore
medio dell'indice economico attribuito ai fabbricati insistenti
sul medesimo foglio dell'immobile considerato.
|
Il Consorzio, attraverso l'utilizzo dell'indice
economico, ripartisce l'importo di spesa per attività di bonifica
afferente a ciascuna superficie elementare omogenea tra gli immobili
(agricoli ed extragricoli) ricadenti su tale superficie.
Ripartizione delle spese complessive del Consorzio
tra attività di bonifica e di irrigazione
Lo schema applicato dal Consorzio per la ripartizione delle spese tra
attività di bonifica ed irrigazione e quello per la determinazione
del contributo di bonifica a carico del consorziato è ripotato
di seguito.

Determinazione del contributo di bonifica a carico
del singolo consorziato

Piano di Classifica per gli oneri imputabili agli
scarichi
GENERALITA'
La Legge n. 36 del 5/1/1994, denominata
Legge Galli, all'articolo 27, comma 3, prescrive che "chiunque,
non associato ai Consorzi di bonifica ed irrigazione, utilizza canali
consortili o acque irrigue come recapito di scarichi, anche se depurati
e compatibili con l'uso irriguo provenienti da insediamenti di qualsiasi
natura, deve contribuire alle spese consortili in proporzione al beneficio
ottenuto".
La Legge Regionale n. 25 del 19/8/1996, in applicazione alla Legge 36/94,
dispone che i Consorzi di bonifica provvedano ad individuare il contributo,
determinato in proporzione al beneficio ottenuto, di spesa imputabile
agli scarichi. All'articolo 3, la L.R. 25/96 specifica che i Consorzi
di bonifica devono:
-
provvedere al censimento degli scarichi nei canali
consortili di cui all'art. 27, comma 3, della Legge 36/94;
- rivedere gli atti di concessione per ciascuno degli
scarichi rilevati;
-
individuare il beneficio ottenuto dagli scarichi
in esame e determinare, di conseguenza, il relativo contributo;
-
le somme provenienti dagli scarichi devono essere
utilizzate a riduzione delle spese consortili addebitabili agli
immobili ove insistono gli insediamenti da cui provengono gli scarichi
censiti.
CONTRIBUTO IMPUTABILE AGLI SCARICHI PER L'ESERCIZIO
E LA MANUTENZIONE DELLA RETE DI SCOLO
Considerando l'area del canale a valle
del punto di recapito dello scarico (As) ed il costo medio unitario
per l'esercizio e la manutenzione della rete di bonifica per ogni unità
territoriale (C), il contributo imputabile al singolo scarico (S) risulta
determinato come segue:

dove:
S = contributo di spesa dello scarico (Euro)
Qs = portata media dello scarico (l/s)
Qc = portata massima del canale consortile ricettore (l/s)
As = area del canale a valle del punto di recapito dello scarico (m2)
C = costo medio unitario per manutenzione della rete di bonifica nell'unità
territoriale-gestionale (Euro/m2)
Piano di Classifica per gli oneri
di irrigazione
Il nuovo Piano di Classifica per il riparto
degli oneri di irrigazione, da applicare in funzione dei disposti della
D.G.R. 575/98, è in corso di preparazione.
Tale piano terrà conto della trasformazione, in fase di realizzazione,
dell'attuale irrigazione a scorrimento nel metodo per aspersione.
Attualmente risulta in vigore il Piano di Classifica per l'irrigazione
approvato con Delibera Giunta Regionale n. 3999 del 14/7/87 che prevede
la suddivisione del sistema irriguo nelle seguenti gestioni speciali:
1. Ex Consorzio Roggia Schio - Marano
2. Ex Consorzio Generale Irrigazioni
3. Ex Consorzio Roggia di Thiene
4. Ex Consorzio Ghebbo - Tesinella
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